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Gli ospedali pubblici, in Abruzzo, non possono essere visti come strutture isolate e indipendenti dal resto del sistema sanitario. Al contrario, hanno un urgente bisogno di essere inseriti in una rete in cui ogni struttura possa esaltare la propria specialità ma, al contempo, tutte rispondano a un’unica visione strategica. Solo così, unendo le forze e mettendo a sistema le proprie migliori energie, potranno essere realmente competitive.
In quest’ottica, non possiamo che plaudire alla presa di posizione del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che, nel rispondere all’intervento del primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Avezzano, Pierluigi Di Stefano, giudica non più rinviabile il processo che porti ad una “osmosi tra territori nell’ottica di una ottimizzazione delle prestazioni e dei servizi”.
Su questo punto, le nostre sollecitazioni sono note da anni. Tuttavia, è bene ricordare che anche l’Anaao si batte con forza in Abruzzo affinchè gli investimenti nella sanità pubblica non dimentichino le aree interne, anzi ne facciano emergere le potenzialità.
Ben venga, dunque, la creazione di un Dea di secondo livello L’Aquila-Teramo a cui agganciare le attività degli ospedali di primo livello che sono presenti sul territorio di riferimento, a cominciare da quelli di Avezzano e Sulmona e anche attraverso uno scambio di professionisti. In questo senso la nomina a direttrice sanitaria della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila della dottoressa Simonetta Santini, marsicana e primario del laboratorio analisi dell’Aquila (di cui ignoriamo le idee politiche ma conosciamo bene la professionalità e lo spirito costruttivo), va nella direzione che abbiamo indicato, ovvero unire questo territorio e non dividerlo su sterili beghe di campanile che servono per tutelare gli interessi di pochi.
Dott. Loreto Lombardi
Segretario aziendale L’Aquila
Anaao Abruzzo